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Cristian Murrieri

Ciao Cristian, dalla Puglia a Cremona per studiare Ingegneria. Cosa ti ha convinto a trasferirti così lontano da casa? Ti sentiresti di ripetere questa esperienza?

Ciao! Sicuramente il prestigio a livello internazionale di cui gode il Polimi ha indirizzato la mia attenzione verso questo ateneo; i miei interessi personali mi suggerivano che l'unico percorso che avrei potuto intraprendere sarebbe stato in Ingegneria Gestionale. Poi spulciando nel sito del Politecnico ho scoperto che c'era la possibilità di studiare a Cremona, città della quale ricordavo appena il nome dallo studio della geografia delle medie! Così ho cominciato ad informarmi anche su questa possibilità e ho scoperto che un mio vicino di casa molto più grande di me, con cui giocavo da bambino e di cui avevo perso le tracce da anni, studiava nel Polo di Cremona: lo tartassai di domande! Mi disse che Cremona era una città tranquilla, molto economica per uno studente fuori sede, in cui era facile stringere amicizia con i compagni di corso e che il Polo godeva degli stessi servizi dei campus milanesi, ma che il rapporto con docenti e personale amministrativo e quindi la didattica erano favoriti dal numero contenuto di iscritti. Tutti fattori che furono determinanti per la mia scelta e che tuttora riconosco e cerco di trasmettere a chi mi chiede consigli per la scelta universitaria.

Mi ritengo molto soddisfatto delle mie decisioni perchè penso che studiare qui mi ha aperto possibilità che altrove non avrei avuto e mi riferisco alla rappresentanza, ai contratti 150 ore con il Politecnico, al tirocinio che sto svolgendo con un'azienda qui incubata, alla possibilità di continuare a praticare sport...

Oltre che studente sei anche Rappresentante degli Studenti del Polo Territoriale di Cremona; cosa ti ha spinto a candidarti? Pensi che questa esperienza ti sarà utile in futuro e come?

La prima sera che arrivai a Cremona, incontrai quasi per caso il vecchio rappresentante di Polo: si era appena laureato e stava lasciando la città; mi disse che attraverso i rappresentanti degli studenti si potevano fare iniziative molto interessanti. Durante il mio primo anno di studi non c'era un rappresentante: provai a partecipare ad alcune iniziative culturali attraverso le associazioni dei campus centrali e fui sempre malamente rimbalzato per indisponibilità di posti. Cominciai a capire che molte idee che avevo o che avevano i miei amici non potevano essere realizzate. Decisi così di mettermi in gioco per non subire le decisioni altrui ma vivere proattivamente l'esperienza universitaria: avevo fatto il rappresentante d'istituto durante la scuola superiore ma capii quasi subito che qui potevo fare molto di più. Subito dopo l'elezione del maggio 2015, partecipando al primo Consiglio, mi resi conto che gli studenti possono prendere decisioni molto importanti sul loro percorso di studi e che la cosa più grave è che spesso non lo sanno (non ne ero consapevole nemmeno io). Da allora ho cercato di fare quanto mi era possibile, compatibilmente con gli impegni di studio, collaborando con tutti gli studenti, con le segreterie studenti che ci hanno sempre supportato e con le associazioni studentesche degli altri campus dai quali in precedenza il nostro polo era sempre rimasto isolato: viaggi culturali finanziati, richieste degli studenti, migliorie alle strutture a nostra disposizioni e aggiornamento continuo su nuovi regolamenti e opportunità sono attività alle quali si è cercato di dare peso nel corso di questi anni.

Di questa esperienza non posso che portarmi dentro un bel ricordo, anche perchè credo di aver imparato tanto. Soprattutto mi sono confrontato con personalità dai ruoli differenti, con i quali ho avuto modo di interagire sullo stesso piano. È stata un'ottima palestra di vita e sono sicuro che quello che ho imparato potrà essermi utile in una futura attività lavorativa. Per tutto ciò ho deciso di continuare con la rappresentanza candidandomi al Consiglio di Ingegneria Gestionale e alla Commissione di Scuola di Ingegneria.

Il tuo mandato di Rappresentante sta per giungere al termine, cosa ti senti di consigliare ai futuri candidati?

Anzitutto sono molto contento che ci siano stati dei ragazzi che abbiano compreso il valore dell'associazionismo e della rappresentanza studentesca mettendosi in gioco: spero che l'interesse si mantenga in futuro e che vengano sempre nuovi e maggiori stimoli, idee e iniziative nell'affrontare queste tematiche. Penso che qualsiasi ruolo di rappresentanza a livello universitario non abbia particolari obblighi da seguire, tuttavia ciascuno dovrebbe deliberatamente porsi degli obiettivi che facciano capo ad un'interpretazione del ruolo onesta e corretta nei confronti di tutte le persone con le quali ci si interfaccia e che molto spesso hanno piena fiducia nell'operato del rappresentante. Per il resto il dialogo, la capacità di mediare tra le esigenze e di stimolare gli interessi degli studenti sono ottimi compagni di viaggio. Non posso che augurargli un grosso in bocca al lupo!